Dall’amaro al digestivo, il trionfo dell’Italia al campionato mondiale dei liquori

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di Luisa Mosello

Dalla Calabria alla Sicilia, dalla Campania alla Lombardia ben quattro riconoscimenti per le migliori etichette del pianeta

Sono italiani i liquori più buoni del mondo. Il nostro Paese ha fatto incetta di premi nel World Liqueur Awards la prestigiosa competizione internazionale che ogni anno a Londra incorona i top di gamma nelle eccellenze da bere. Siamo arrivati primi in ben quattro categorie: amaro (bitter), digestivo, liquore all’anice e liquore alle erbe. 

Alla Calabria la medaglia d’oro per il miglior amaro del pianeta conquistata dall’azienda Lacinio di Crotone con l’Amaro Milone. La Sicilia vince nella sezione migliore digestivo con Amaro Amara. Nella categoria dei liquori all’anice Best World per la Campania con Antica Sambuca Classic di Rossi D’Asiago. Primo posto per la sezione liquori alle erbe all’amaro Rubino Bio con le botaniche lavorate tra il Piemonte orientale, la provincia di Varese e la Valsassina. 

“Ci piace pensare – ci spiega Michele Sotero titolare insieme a Davide Milone del liquorificio calabrese premiato – che come la leggenda Milone il più forte atleta e guerriero della Magna Grecia non terminasse mai un banchetto senza gustare un nettare offerto dalla dea Hera. Un dono per ringraziarlo della la sua devozione e per essere custode del suo tempio e del bosco sacro. Perché ad ogni sorso il suo spirito indomito ne traesse giovamento e ristoro. Magari avendo ricercato per due anni le erbe che nascevano ormai tre millenni fa sul promontorio Lacinio siamo riusciti a ricreare quell’emozione”. “Sono infatti più di 20 gli ingredienti tra agrumi, bacche, botaniche officinali e radici che formano oggi la ricetta di cui siamo custodi – continua Sotero, parlando del liquore che ha ricevuto in tutto sei premi anche come miglior amaro italiano 2022, migliore etichetta e design -. Da una selezione di agrumi alla liquirizia tipica della Calabria, dalla china all’assenzio a quei tempi usato per aromatizzare il vino. E ancora: genziana adoperata anche per disinfettare le ferite in battaglia e l’archangelica officinalis o Angelica, utilizzata in antichità come digestivo, rinvigorente e ricostituente”. 

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